Paolo Caruso

31 dicembre 2015

Paolo Caruso – Nessuno

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Ma ch’è fari (Official Video)

(P)(C) 2014 Twins104 under exclusive license from Paolo Caruso

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:https://itunes.apple.com/it/album/ma-…

Ma ch’ ê fari
Ma ch’ ê fari, ma ch’ ê fari, rimmi com’ ê fari com’ ê fari, com’ ê fari, rimmi zocch’ ê farizocch’ ê fari, zocch’ ê fari, rimmi com’ ê farima ch’ ê fari unnu sacciu cchiù.Ma ch’ ê fari, ma ch’ ê fari, rimmi com’ ê faricom’ ê fari, com’ ê fari, rimmi zocch’ ê farizocch’ ê fari, zocch’ ê fari, rimmi zocch’ ê farima ch’ ê fari ma rimmillu tu

Rimmi na cuosa, attia, veni agghiri ccàa strata ggiusta ‘na sta vita unni stàavi ca curru, acchianu e scinni ‘i scalia piscia arresta sempri rintra ‘u rinalia piscia arresta sempri rintra ‘u rinalia piscia arresta sempri rintra ‘u rinaliMi susu, m’assietto, a faccia ‘n mienz ‘e manee stu silenziu unnu pozzu sentìrimacari ‘u vientu scummigghiassi ‘u tiettue anticchia ‘i luna si facissi abbirìrie anticchia ‘i luna si facissi abbirìrie anticchia ‘i luna si facissi abbirìri…se…

Ma ch’e fari……

Curri ‘u tiempu ‘un t’addumanna maiSi n’ atr’ anticchia ri pacienza ci l’haiT’acchiappa ‘a magghia e ti tira nnarrieriE nun ci arresta chinu mancu un bicchieriE nun ci arresta chinu mancu un bicchieriE nun ci arresta chinu mancu un bicchieriParra, parra, a nuddu ci nni futtiMa i fatti tui ‘i vonnu sapìri poi tuttiO è ‘mmiernu o è ‘state, o è ghiorno o è siraun cancia nienti, tutt’è com’a pprimaun cancia nienti, tutt’è com’a pprima

https://youtu.be/6KiEot3SBzQ

 

 

 

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3 dicembre 2015

Master Brazilian Pandeiro (frame drum of 14 inches with jingles)

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Hi, everybody!
These series of videos deal with a study on a Brazilian Pandeiro (frame drum of 14 inches with jingles) I have done in recent years.
I called it :“both hands style”.
I found out a lot of different sounds, coming out from this surprising instrument, and I’d like to share this with you.
I put the Pandeiro on a snare stand, but before doing that, I glued some pieces of foam rubber on the arms of the stand itself, to allow the Pandeiro to “float” on the foam, in order to get a better sound.
The tuning of the Pandeiro is such to obtain a very low sound by the plastic head I put on the instrument.
I used a combination of various and different techniques, taking inspiration from some great musicians like John Bergamo, Glen Velez, Zohar Fresco, Zakir Ussein, Carlo Rizzo and many others.
Others sounds and various possibilities I also discovered while improvising on the instrument itself (and they surprised me too!); and the study is still going on…..
Hope you can use it as a source of inspiration!
Feel free to contact me for further information.
HAVE FUN!!

Un saluto a tutti !
Queste serie di video riguardano uno studio che ho approfondito negli ultimi anni su un Pandeiro brasiliano (tamburo a cornice da 14 pollici con piattini).
Ho denominato questa tecnica: “both hands style “.
Ho scoperto una molteplicità di suoni diversi, provenire da questo sorprendente strumento, e mi piacerebbe condividere tutto questo con chiunque fosse interessato.
Ho sistemato il Pandeiro su un supporto da rullante, ma prima di farlo, ho incollato alcuni pezzi di gommapiuma sulle braccia dello stand stesso, per consentire al pandeiro di “galleggiare” sulla gommapiuma, al fine di ottenere un suono migliore.
La intonazione del Pandeiro è tale da ottenere un suono aperto molto basso; ho utilizzato una pelle sintetica .
Nei video ho usato una combinazione di varie e differenti tecniche, prendendo ispirazione da alcuni grandi musicisti come John Bergamo, Glen Velez, Zohar Fresco, Zakir Ussein, Carlo Rizzo e molti altri.
Ho scoperto inoltre una serie di suoni e varie possibilità tecniche, mentre improvvisavo sullo strumento stesso, che non mi aspettavo (e devo dirvi che hanno sorpreso anche me!)… e lo studio è ancora in corso …
Mi auguro che possiate usarlo come fonte di ispirazione!
Non esitate a contattarmi per avere ulteriori informazioni. Divertitevi!!

 

https://youtu.be/cZyW7safnu0

https://youtu.be/OzAamXw13qE

https://youtu.be/IuMYnBlkOAg

https://youtu.be/wPdYAmsJVTU

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29 dicembre 2014

Ma ch’è fari su MarieClaire

Un pomeriggio assolato nei sobborghi di una grande città, il centro storico sembra lontano anni luce e la vita, un po’ scomposta ed approssimativa, si dipana tra i vicoli in penombra…

Ritmiche incalzanti, ma allo stesso tempo raffinate e atmosfere con quel pizzico di tribale che non guasta.

Ma Ch’è Fari è un misto tra l’acustico ed il rap, ma senza alcun tipo di strumento elettronico a contaminare il lavoro di un personaggio come Paolo Caruso che, con questo suo lavoro da solista, mette in campo tutto il suo mestiere attraverso delle sonorità reali e tese a voler trasmettere l’energia tipica di chi ha il groove nel sangue.

Il tema affrontato con il testo, rigorosamente in siciliano, vuole lanciare un messaggio, forse anche un po’ malinconico, di una realtà metropolitana, come quella palermitana, che, pur essendo ricchissima di cultura e di bellezze artistiche, resta un po’ immobile di fronte ad un momento sociopolitico molto complesso ed ingarbugliato.

Strumenti come il birimbao e le più tipiche percussioni sono arricchite ed impreziosite da un flauto traverso quasi onirico e che ci sta davvero bene in un insieme molto particolare, ma di grandissimo effetto cromatico.

Di certo non un singolo, come dire, “easy listening”, ma che potrà mandare in sollucchero gli amanti della bella musica.

Molto suggestivo anche il video su Youtube davvero tutto da guardare!

Da ascoltare, in relax, attraverso cuffie o auricolari di qualità!

 

Fonte: MarieClaire, Il Gerone.net

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10 novembre 2014

L’Ora – 8.11.2014

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Fonte: L’ora

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2 novembre 2014

Ma ch’è fari – Giornale di Sicilia – 2.11.2014

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Da qualche giorno sul web e nelle radio c’è un rap in dialetto palermitano che si chiede «Ma ch’è fari» (ascoltabile anche sul sito gds.it).

Una riflessione, più che una domanda, che bene si attaglia alla condizione umana odierna, ma che ricorda tanto anche la situazione di stallo di Palermo e dei suoi abitanti.

[Fonte: Giornale di Sicilia]

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8 settembre 2014

12° edizione di BrasilFestival 2014

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Dall’11 al 14 settembre il Sostegno del Battiferro sul Canale Navile ospiterà la 12a edizione del Brasil Festival, che si avvarrà della direzione artistica di Mauro Cicchetti ed Ivete Souza.

Il Festival è nato nel 2002, e vanta quasi 300 concerti con artisti di valenza internazionale, mostre, rassegne cinematografiche, dibattiti, corsi e stages.

Si immergerà nella particolare atmosfera del Battiferro, che conclude col Festival Brasiliano la sua rassegna estiva “Battiferro finché caldo”.

Quest’anno si alterneranno sul palco artisti brasiliani di grande valore, che stringeranno in un abbraccio ideale due fantastici chitarristi. Il festival ha infatti il piacere di riunire padre e figlio in uno splendido concerto di due straordinarie chitarre, con Robertinho de Paula, noto e apprezzato chitarrista che vive ed opera in Brasile e con il padre, Irio de Paula, il più famoso e valente artista brasiliano da tanti anni in Italia.

Fonte: Battiferro Bologna.it

In prima serata (ore 20,30) lo spettacolo “Apenas diferente”: Paolo Caruso alle percussioni, Patricia De Assis voce e Stefano Girotti alla chitarra con intermezzi di danza e spettacolo.

Sabato, 13 settembre alle 22,15, Afroeira: una tra le prime e più importanti orchestre di percussioni afro-brasiliane d’Italia.  Con strumenti della tradizione afro-brasiliana quali surdo, repinique, caixa, tamborim, timbal, chocalho, ago-go… offrirà al pubblico del Battiferro uno spettacolo unico, di grande impatto e forte coinvolgimento.

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3 settembre 2014

Cantodiscanto – Museo della Musica – Strada Maggiore 34 (BO)

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Tra suggestioni Etno-Jazz e ricami d’autore, le sonorità dei CANTODISCANTO racchiudono l’intera musica popolare del Mediterraneo, con epicentro Napoli, mescolata alle melodie di Capo Verde, ad accenti caraibici e preziosa sostanza medio- orientale e africana.

 

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27 agosto 2014

Corte di Via Pietralata – Bologna

10629582_10154522021540422_823189923255022632_n Rassegna di teatro e musica a cura di Teatro del Pratello e Associazione Tra un atto e l’altro, articolata in due sezioni: la prima – Miracoli di teatro, in cui verranno presentati tre spettacoli originali: –   Anna dei miracoli con Angela Malfitano –  Uccellino azzurro con Francesca Mazza –  le Bonheur con la regia di Paolo Billi che lavoreranno insieme ad alcuni gruppi della rete dei Teatri solidali (Magnifico teatrino errante, Gruppo lettura San Vitale,  Officine di creazione del CEPS). La seconda sezione della rassegna ha per titolo “Musiche Felici”  con due concerti curati da: Guido Sodo e Paolo Caruso con l’orchestra “Coltivare Immaginari” , le cantanti Cristina Renzetti, Jackie Perkins e Faisal Taher. La rassegna ha la peculiarità di coinvolgere i minori in carico ai Servizi di Giustizia Minorile sia come attori, sia come aiuti tecnici, e personale di sala.

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25 agosto 2014

Corti, Chiese e Cortili – Zola Predosa (BO)

cortichiesecortili2014
Todo el Mundo a cantar
Più armonie che conflitti
Il 29 agosto 2014 alle ore 21 presso Villa Edvige Garagnani di Zola Predosa (BO), i Cantodiscanto Ensemble: Guido Sodo, chitarra classica, battente e portoghese, oud, arpa celtica e voce; Frida Forlani, voce, caxixi; Paolo Caruso, darbouka, udu, hand trap-set, caxixi; Ivan Valentini, sax soprano, sax alto, clarinetto; Roberto Bartoli, contrabbasso, voce
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13 giugno 2014

Terra Mia – Omaggio a Pino Daniele // Live

terra mia

Paolo Caruso: drums, hand trap-set, berimbao
Guido Sodo: chitarre, voce
Adriano Rugiadi: basso elettrico, percussioni

Un concerto dedicato interamente alla musica di Pino Daniele e alla sua grande sensibilità di compositore e interprete, un poeta che ha cantato l’amore, il disagio, la magìa, la voglia di evasione di una Napoli certo non rinchiusa fra le strette mura della pizza e del mandolino.
Pino Daniele è stato – a Napoli e poi in tutta Italia – un’icona, una rivoluzione della musica, del modo di farla, un artista che ha aggregato tutte le fasce sociali napoletane, dal popolo da cui proviene alla borghesia e agli intellettuali. Il primo a Napoli a radunare centinaia di migliaia di persone in un concerto in piazza del Plebiscito, in un clima surreale e magico per chi è riuscito a raggiungere la piazza, che anche a piedi non ci si muoveva… Il primo – nel suo genere musicale – a creare sinergie con l’America, a collaborare coi musicisti americani, intreccio questo fra Napoli e l’America molto forte per la presenza a Napoli dei soldati americani dal dopoguerra in poi. Pino ha lasciato Napoli, e anche questo crea un’affinità per chi ha fatto la stessa scelta.

Fonte: EventieSagre

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